PROGRAMMA SINDACALE FIO
   ( Approvato dall’Assemblea Congressuale del
18 giugno 2000 )

  Intervento di Giampaolo Maremmi

Il nuovo gruppo dirigente del sindacato OTTICI-OPTOMETRISTI aderente alla Confesercenti denominato (F.I.O. – Confesercenti) che per i prossimi 4 anni guiderà la categoria ambisce a realizzare, in tale arco temporale, i seguenti obbiettivi di fondamentale importanza, a nostro avviso, per la crescita professionale dell’ottico-optometrista:

1) Attuazione (in accordo con le altre componenti di categoria che saranno interessate) di una bozza di profilo professionale, da tradurre in proposta di legge che, oltre a quanto già consentito dalla legge del 1928, in assenza di patologie oculari, permetta la correzione dei difetti visivi, affermando con chiarezza che oggi l’ottico – optometrista, per la preparazione acquisita, è il tecnico esperto dei problemi e delle soluzioni ai vari problemi. Da tale premessa deriva che, da un punto di vista squisitamente commerciale, all’ottico-optometrista deve esserci riservata la vendita di occhiali, lenti, lenti a contatto e relativi sistemi di manutenzione, ausilii per l’ipovisione, ecc ...

2)Recupero di un corretto rapporto e ridefinizione di un accordo con la categoria dei medici oculisti anche attraverso una campagna informativa per la prevenzione medica presso il medico oftalmologo.

3) Recupero di un corretto rapporto con le varie associazioni in difesa del consumatore, impegnandosi con esse anche a garantire la fornitura di prodotti economicamente accessibili ad ogni fascia sociale e distribuiti a prezzo controllato, utilizzando a tale scopo la stipula di convenzioni ad hoc.

4) Attivando un fattivo rapporto di collaborazione con i presidi e i docenti delle varie Università ed istituti scolastici dobbiamo definire il livello di preparazione per l’acquisizione del titolo di ottico – optometrista organizzando e proponendo al Ministero i relativi programmi e controlli.

5) Sostenere la stesura di un codice di autoregolamentazione, dotandoci quindi di un codice di comportamento da intendersi come l’insieme di norme che l’ottico – optometrista, una volta autonomamente sottoscritte, è tenuto a seguire nell’esercizio della professione tecnica a salvaguardia della sua dignità e del servizio fornito al pubblico.

6) Stesura di un listino base (sociale) per aderire alla domanda del mercato. Assumere cioè una posizione positiva nei confronti del Ministero della Sanità e delle organizzazioni dei consumatori per contrastare speculazioni di concorrenza economica (farmacie e discount – ottica).

7) Promuovere una alleanza con l’industria del settore, ricercando quei punti in comune che portano all’allargamento del nostro mercato e promuovendo insieme ad essa iniziative in difesa dell’industria qualificata, che deve differensiarsi dai prodotti provenienti da mercati paralleli e di scarsa affidabilità.

8) Sensibilizzare tutta la categoria per promuovere una campagna informativa orientata nei confronti del consumatore che, come sperimentato con successo in altre città, evidenzi che l’ottico – optometrista è da ritenersi l’interlocutore esperto e professionalmente qualificato che, come tale, conosce tutte le caratteristiche dei mezzi di compensazione ed è quindi in grado di consigliare e fornire, per ogni età e situazione, la soluzione ottica che meglio risponde alle esigenze funzionali e personali di chi a lui si rivolge.

Oltre a ciò, l’ottico optometrista , educa al miglior uso degli organi della visione anche attraverso i sistemi ottici forniti per ottimizzare l’efficienza visiva.

9) Per evitare confusione nel pubblico o conflitti nella categoria d’ora in poi al posto della dizione OTTICO, adoperemo la dizione OTTICO-OPTOMETRISTA essendo l’unica figura (tecnico - professionista) da noi prevista nel settore. Intendendo che da una parte ci impegniamo per una scuola al più alto livello europeo e dall’altro alla stesura di una sanatoria fatta per i corsi di aggiornamento per i più giovani e per tutelare i diritti di coloro che esercitano la professione di ottico da certo numero di anni da concordarsi con la categoria.

10) Incrementare la cooperazione con le associazioni di categoria e di area sanitaria evidenziando le particolarità e le specificità della loro funzione affinchè il loro patrimonio culturale diventi risorsa utile per la professione di ottico-optometrista.

11) Incrementare i rapporti con le parti sociali sindacali, politiche ed istituzionali per concorrere alle scelte di politica distributiva e sanitaria.

12) Sviluppare i concetti fondamentali della Certificazione, dell'accreditamento secondo le linee guida del Cnel.

13) Impegnarsi per far presentare, in accordo con membri della Camera e del Senato, disegni di legge sia nazionali che regionali per regolamentare l'attività professionale sanitaria dell'ottico optometrista in conformità al profilo professionale concordato e sottoscritto da tutte le associazioni.

14) Promuovere una petizione nazionale con raccolta di firme tra tutti gli ottici a supporto del punto precedente.

15) Istituzione di elenchi professionali certificati di operatori sanitari ottici-optometristi.

16) Certificazione e accreditamento delle associazioni Fio-Confesercenti.

17) Creazione di un fondo previdenziale per l'ottico-optometrista.

18) Copertura assicurativa per l'ottico-optometrista e per gli utenti ametropi.

19) Favorire la costituzione di gruppi di acquisto e produzione nei settori ottici-contattologici- strumentali-ipovisione e servizi.

20) Stesura di un tariffario nazionale per le prestazioni tecnico sanitarie ottiche-optometriche.

21) Istruzione di corsi di aggiornamento professionale nelle diverse discipline. Anche per sanitarie.

22) Organizzazione di notiziari informativi trasmessi via e mail.

23) Stimolare gli associati all’ adozione di tecnologie e procedure informatiche con agevolazioni finanziarie, convenzioni e corsi di informatica.

 

INTERVENTO DI GIAMPAOLO MAREMMI

CARISSIMI AMICI E COLLEGHI

Gli ottici di Firenze e della Toscana hanno insistito molto per l’effettuazione di questo Congresso.

Perché ? E’ presto detto e sarò sintetico . Negli ultimi 10 anni gli utili dei negozi che conduciamo, pur con alti e bassi, hanno subito una notevole flessione e all’orizzonte continua a restare molto incerta una strategia sindacale complessiva (non solo nostra), per modificare questa situazione e dare certezza al futuro della categoria e sicurezza al cittadino che si rivolge a noi per il servizio che gli offriamo.

Se per un attimo, come categoria, ci soffermiamo a guardare indietro, noi vediamo una fila infinita di sconfitte, sia in campo commerciale, perdendo fette non indifferenti di mercato, (strumenti ottici,

occhiali protettivi, da sole e premontati etc.) sia sul profilo professionale, non riuscendo ad avanzare su quanto già conquistato con la legge del 1928.

Dobbiamo quindi prendere atto che la non disponibilità ad un progetto comune delle varie associazioni di categoria è stato l’ostacolo maggiore alla soluzione dei vari problemi che abbiamo di fronte sia commerciali che professionali.

Ecco perché la nostra scesa in campo è necessaria ed il nostro impegno deve essere talmente forte da riuscire a modificare questa situazione..

Da questa giornata quindi , a parer mio, dobbiamo uscire con una strategia sindacale ben definita, convincente, unitaria, credibile, sostenibile anche da chi socio nostro non è.

Serve quindi un gruppo dirigente autorevole, unitario, capace di dialogare con tutti, che sia cioè punto di riferimento anche per le altre parti sindacali, e serve inoltre che le nostre proposte perché portatrici di interessi generali in difesa della categoria e della collettività siano sostenibili dal legislatore.

Poche cose ma intorno alle quali dobbiamo impegnarci perché diventino patrimonio di tutti, e in quanto tali , possibili da concretizzare.

Che sintetizzo in due aspetti -

A - Professionalità

B - Difesa del canale commerciale.

Per quanto legato al primo tema, cioè la professionalità, indico quali le priorità per il suo raggiungimento.

1 - Ripresa di un impegno costante per l’attuazione in collaborazione con Federottica e le Associazioni firmatarie (che ancora vorranno impegnarsi) del protocollo d’intesa raggiunto proprio qui a Firenze il 23/03/99.

In esso è compreso la bozza di proposta di decreto e tutto ciò che necessita per effettuare finalmente quel salto di qualità cui la categoria a bisogno.

2 - Riprendere i contatti e le iniziative con i Parlamentari e Senatori disponibili per fare propria la proposta sopra richiamata che dovrebbe essere a parer mio accompagnata dalle firme fatte da tutti noi operatori del settore, nonché, da cittadini utilizzatori di occhiali lenti a contatto ecc.

3 - Parallelamente a questo dovremmo impegnarci da una parte con i Ministeri e dall’altra con i Presidi ed i Docenti della scuola per il miglioramento formativo, mettendo fine ai diplomi facili contribuendo in tempi stretti a far approdare la formazione dei nuovi Ottici-Optometristi al livello universitario, promovendo contemporaneamente per chi già è nel settore ed intende migliorare la propria professionalità tutte quelle iniziative che aiutino alla definizione di un percorso per arrivare anch’essi al più alto livello di preparazione.

4 - Lavorare per definire un nuovo accordo con i Medici Oculisti, un protocollo d’intesa cioè che non ostacoli questo nostro percorso, facendo chiaramente comprendere ad essi che la definizione di un accordo diventa opportunità di miglioramento per entrambi, ma in particolare torna a vantaggio dell’ametrope e quindi della salute del cittadino.

Per quanto riguarda la difesa del canale commerciale, noi dovremmo innanzi tutto, riappropriarci della necessaria visibilità, dell’importante ruolo cioè che svolgiamo per la collettività, riprendendo con chiarezza l’iniziativa ad ogni livello per affermare che oggi l’Ottico-Optometrista in assenza di patologie oculari, per la preparazione acquisita, è il tecnico esperto dei problemi e delle soluzioni ai vari problemi visivi. E’ il tecnico quindi che può consigliare il paziente alle soluzioni più idonee sia tecniche funzionali, che estetiche ed economiche.

Per questi motivi essendo l’unico tecnico esperto del settore ed essendo questo strettamente legato al benessere della visione del cittadino, ad esso va riservata la predisposizione e la vendita dell’occhiali, delle lenti a contatto, e di tutti i relativi sistemi di miglioramento visivo.

E’ indispensabile quindi, avere alleato l’Industria garantendo che noi siamo il migliore canale commerciale capace di valorizzare al meglio il suo prodotto, garantendolo e certificandolo alla consegna, rendendo soddisfatto l’utilizzatore.

Dobbiamo inoltre recuperare consenso con le varie Associazioni Consumatori, e l’utilizzatore stesso, garantendo che possiamo fornire tutte le migliori soluzioni per il suo miglioramento visivo al prezzo più conveniente.

Ho detto poche cose e quindi mi fermo a queste, che sono fra quelle di carattere generale le determinanti per il futuro della categoria.

Gli altri punti che abbiamo indicati nel programma, sono il corollario indispensabile per il buon funzionamento del sindacato e la soddisfazione del socio che vi aderisce.

Molte di esse dipendono solo dal nostro impegno e come tali do per scontato che il nuovo gruppo Dirigente sarà in condizione di realizzarle.