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PROFILO PROFESSIONALE E FORMAZIONE Si ritiene opportuno riepilogare i diversi profili professionali dellottico e dellOttico-Optometrista stesurati nel corso degli ultimi ventisette anni al solo fine di fornire una documentazione valida per ottenere un punto di partenza predefinito che renda più proficuo un incontro interassociativo finalizzato alla determinazione di una o più figure tecniche professionali sanitarie non mediche nel settore dellottica o dellottica optometrica e delloptometria. Dalla proposta di direttiva europea del 2.8.1971 pubblicata sulla G.U.E. N.C 78/23. Si definisce il campo di attività dellottico nel quale art. 1, "La rifrazione oculare e ladattamento di lenti per occhiali e di lenti a contatto sono un distinto completamento di ordine tecnico; che, inoltre al fine di garantire che queste attività siano limitate alla correzione, puramente ottica di difetti della vista, con esclusione di ogni trattamento di difetti patologici, è opportuno che esse siano esercitate nel rispetto di una disciplina professionale, che per quanto concerne le persone di età inferiori ai 16 anni o nel caso particolare di lenti a contatto, è necessario imporre inoltre lobbligo di una ricetta medica, onde evitare che in tali esami si trascuri un elemento patologico o una controindicazione. Per cui art. 2 comma 1 gli stati membri autorizzano gli ottici in possesso dei requisiti di formazione di cui allart. 3 a procedere ad esami obiettivi e soggettivi della vista per fornire lenti di compensazione su montatura o a diretto contatto con locchio (art. 2 comma 2). "Essi provvedono, però, affinché tali attività non possano essere esercitate su persone di età inferiori ai sedici anni e, se trattasi di adattamento di lenti a contatto diretto con locchio, siano svolte soltanto sulla base di una ricetta medica, la cui data non risalga ad oltre sei mesi che certifichi in particolare lassenza di controindicazioni, e comportino inoltre soltanto la correzione permanente ottica di difetti della vista, con esclusione di qualsiasi trattamento di difetti patologici. (art. 2 comma 3) Gli stati membri provvedono affinché le attività siano esercitate nel rispetto della disciplina professionale. In particolare essi adottano opportune misure che fanno obbligo agli ottici di invitare i loro clienti a consultare un medico nei casi in cui sussista il dubbio che possa trattarsi di uno stato patologico di competenza del medico, e che puniscano le trasgressioni della disciplina professionale e di tale obbligo.
Lattestazione dello stato refrattivo determinato dallottico optometrista aveva valore legale.
Dal 1982 e nei successivi aggiornamenti triennali la Normativa del Nomenclatore Tariffario delle protesi dichiara che lottico e il tecnico abilitato alla fornitura dei dispositivi ottici correttivi per i disabili ed handicappati visivi e stabilisce i requisiti delle aziende produttrici e fornitrici di presidi su misura stabilendo che i locali degli esercizi di ottica debbono avere : sala di aspetto, sala optometrica, sala vendita. E le seguenti attrezzature : per dispositivi ottici correttivi (lenti oftalmiche frontifocometro , mola, forattero o cassetta optometrica, ottaltipo decimale luminoso o a proiezione o a contrasto, oftalmometro, retinoscopio (normale o automatico) oftalmoscopio, ventiletta, strumenti per il controllo della binocularità. Per dispositivi ottici correttivi (per lapplicazione di lenti a contatto) : oftalmometro, lampada a fessura retinoscopio (manuale o automatico) sterilizzatore per lenti a contatto, ottotipo decimale luminoso o a proiezione o a contrasto, frontifocometro cassetta lenti a contatto di prova, cassetta optometrica o forottero, strumenti per il controllo della binocularità. Per dispositivi ottici correttivi (sistemi ingrandenti ottici ed ottici elettronici) frontifocometro, mola, forottero o cassetta optometrica, cassetta di prova per sistemi telescopici, ventiletta, retinoscopio, ottotipo decimale luminoso a proiezione o a contrasto, videoingranditore strumenti per il controllo della binocularità e per la riabilitazione visiva degli ipovedenti. Definendo lottico abilitato come la persona preposta alla individuazione, allapplicazione e alladattamento e alla fornitura dei dispositivi ottici correttivi per le esigenze soggettive dellassistito. I dispositivi di seguito elencati possono essere concessi agli ipoevedenti, ossia a coloro che hanno un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi con eventuali correzioni nonché ai minori di anni 18 affetti da ambliopia. Inoltre le Organizzazioni sindacali, professionali e scientifiche AIO, AIOC, AOI, ANCLECO, A.N.P.O. Federottica e FEOLA riuniti a Spoleto in data 25-3-1996 hanno contribuito alla stesura del seguente documento in cui viene proposto il profilo professionale dellottico Optometrista "Lottico Optometrista è il libero professionista autonomo che avvalendosi di metodi ottici, fisici, psicofisici e matematici, e utilizzando metodiche, oggettive e soggettive, di approccio verso lutente, determina e valuta la condizione refrattiva, accomadativa, percettiva e funzionale del sistema visivo, e nel contempo determina e progetta, adatta e fornisce gli adeguati mezzi di compensazione e i servizi finalizzati al miglioramento delle condizioni visive anomale. Lattività dellottico optometrista può svolgersi, ove necessario in collaborazione ed intenzione con altri operatori professionali specialisti ed in particolare con il medico oftalmologo".... Che pertanto è intendimento delle scriventi organizzazioni operare purché laccesso alla professione di ottico optometrista così come da individuato profilo, avvenga con formazione universitaria di primo livello, nelle apposite scuole universitarie a cui accedere dopo aver conseguito n titolo di maturità a seguito di un percorso scolastico di scuola media superiore della durata di cinque anni. Tale documento (di cui si allega copia delloriginale non fu mai rifiutato ne rigettato dalle Associazioni presenti ma in vero neanche accettato. Rimane comunque come valida testimonianza di un intenso lavoro interassociativo sollecitato dal CNEL affinché le Associazioni presentassero unitariamente una proposta comune. Ad ottobre del 1997 a Firenze la Commissione incaricata da Federottica-AIO, presieduta e diretta da Alberto Isolani aveva provveduto a stesurare una bozza di progetto a cui però non fu più dato alcun proseguo. Tale documento è pubblicato nel notiziario oftalmologico del marzo-aprile del 1998 assieme alla proposta-ipotesi ABATI-TUCCI (vedi fotocopia allegata). E inoltre anche da considerare la circolare del Ministero della Sanità 16 AG 1493 bis del 12 giugno 1998 che definisce lottico come la persona la quale senza essere il fabbricante, compare o adatta dispostivi già immessi in commercio in funzione della loro destinazione ad un singolo paziente. Accogliendo in pieno la tesi e le argomentazioni dalla FIO-Confesercenti, dallANPO e dallAIOC inviate in data 13-11-1997 (vedi lettera allegata) in tale documento è con precisione delineato anche il profilo professionale ed il mansionario dellottico-optometrista. E opinione della FIO- Confesercenti e dellA.N.P.O. che il documento redatto a Spoleto in data 25.3.1996 sia quello che si potrebbe iniziare a discutere nella riunione di oggi. Va comunque ricordato che sia il profilo professionale sia la formazione, in esso descritti, andranno in una seconda fase approfonditi e dettagliati. In special modo la formazione necessita di una analisi a parte per la determinazione particolareggiata del percorso scolastico e didattico con un completo programma di studi. Si auspica quindi che lincontro di oggi sia il primo di una serie che dovrà affrontare tutti i problemi consequenziali al profilo professionale ed alla formazione soprattutto la sanatoria per gli attuali ottici, un codice etico-deontologico comune, le tariffe e lelenco delle prestazioni, i requisiti minimi strumentali, di attrezzature ed architettonici che unattività professionale ottico-optometrica dovrebbe possedere. Sarà inoltre opportuno stabilire il numero annuo di ore per laggiornamento professionali minimo per ogni singola materia : contattologia, ipovisione, ocularistica, tecniche rifrattive, illuminotecnica, educazione visiva etc, etc. Si dovrà decidere se creare due categorie distinte ad una sola ma con due livelli distinti il che sarebbe preferibile poiché eviterebbero contrasti tra diverse associazioni e conflitti tra colleghi. In tal caso di dovranno definire le competenze le operatività di chi non vuole proseguire gli studi per lottenimento del Diploma Universitario in Ottica-Optometrica. Sin dalla giornata di oggi si dovrebbe stesurare unagenda di incontri ed un elenco di argomenti che necessitano di un unica interpretazione comune a tutte le presenti Associazioni. Concludendo desidero invitare tutti i Presidenti di Associazione ed i loro accompagnatori alla massima riservatezza sui contenuti del documento finale che dovrebbe essere notificato unicamente ai rispetti direttivi per lapprovazione finale. |