OSSERVAZIONI
STUDI DI SETTORE


Si è svolta a Roma, presso il Ministero delle Finanze – Agenzia delle Entrate il 6 ottobre 2005, una riunione per verificare ed aggiornare il prototipo degli studi di settore per la commercializzazione di materiali ottici, fotografici, cinematografici e strumenti di precisione.
Alla riunione ha partecipato il Presidente Nazionale della FIO, Vittoriano Farsetti, che ha sottoposto ai funzionari del Ministero una serie di osservazioni e proposte di modifica, tali da rendere gli studi di settore più adeguati alla realtà commerciali della categoria e quindi strumento di reale equità fiscale.
Il Ministero ha dichiarato di voler esaminare approfonditamente le osservazioni per poter attuare le modifiche richieste come di seguito riportate.


Oggetto: Parere dell’Associazione di categoria FIO-CONFESERCENTI in merito al prototipo dello studio di settore TM15B - attività: 52.48.2 – Commercio al dettaglio di materiale per ottica, fotografia, cinematografia, strumenti di precisione.

Spett.le Ufficio,
dopo attente valutazioni, scaturite da precedenti incontri e frutto di reciproci scambi di opinione, veniamo, come richiestoci, a fornire alcune osservazioni che a nostro parere risultano pertinenti e rispondenti alle istanze posteci dai nostri associati.

1. Nei negozi di ottica è diventata regola oramai generalizzata ricoprire parte delle pareti con griglie espositive che rendono più visibili e fruibili gli occhiali al cliente, oltre a particolari espositori ed alle tradizionali cassette con i vassoi; tali arredi non crediamo giusto considerarli bene strumentale dell’impresa ai fini del calcolo dei ricavi presunti.
2. Nei modelli di calcolo viene richiesto il costo storico del bene strumentale: considerato che questo valore incide sulla formazione del reddito riteniamo non possa rimanere costante negli anni, ma debba essere quantomeno adeguato nel tempo, tenuto conto che in pochi mesi lo strumento può risultare obsoleto in seguito ai continui aggiornamenti, modifiche e migliorie che le aziende costruttrici introducono. Riteniamo comunque che particolari strumenti del settore già dall’anno successivo all’acquisto non apportano beneficio all’azienda né produttivo, né d’immagine e conseguentemente si richiede che tale valore risulti neutrale ai fini del calcolo degli studi di settore.
3. La vendita di occhiali da vista, premontati o da sole, non può essere considerata in modo totalmente self-service. L’ottico infatti, per evitare possibili problemi successivi alla vendita, deve seguirla, consigliando l’utente personalmente o da personale adeguatamente preparato. Pertanto tale vendita è da considerarsi realmente vendita assistita, ed il personale impegnato in un negozio di ottica dedica il suo tempo anche a queste mansioni con conseguente ripartizione di costi che si ritiene non debbano incidere in modo eccessivo sul calcolo dei ricavi presunti.
4. Il ricarico medio sugli occhiali dovrebbe essere rivisto specialmente alla luce delle nuove forme di vendita (on-line, mercato globale, Grande Distribuzione, ecc. ), in particolare gli occhiali da vista che incidono troppo sul calcolo dei ricavi presunti, considerando anche che molti accessori che seguono l’occhiale e che sono gratuiti per il cliente, non lo sono affatto per l’ottico.
Disponibili per ulteriori contributi sulla materia ci auguriamo che le osservazioni espresse apportino un contributo fattivo nel calcolo degli studi di settore per rendere adeguato e proporzionato la tassazione alla nostra categoria, ricordando che il nostro lavoro oltre che commerciale offre all’utente finale anche un servizio sanitario.

Ringraziando per la collaborazione richiestaci, e che ci onora, porgiamo cordiali saluti.

                                                  Il Presidente Nazionale
                                                   FIO-CONFESERCENTI
                                                     Vittoriano Farsetti